Succede a volte di vedere varie imbarcazioni, piccole o grandi, con al timone Lui, comandante e padrone assoluto della situazione e Lei, in disparte che si spalma la crema solare e stendersi a prendere il sole indisturbata.

Ebbene, qualora dovesse cadere in acqua Lei, si suppone che Lui in breve tempo attui quella manovra che, in realtà, la prima e ultima volta che l’aveva provata era stata quando gli avevano dato la sospirata patente nautica.

A questo punto vien da chiedersi: se invece cade Lui?

Lei, la consueta compagna di tante navigazioni che farà? Se ha fatto anche Lei corsi e possiede buone nozioni nautiche e non vuole liberarsi del suo Lui approfittando dell’occasione, tenterà sicuramente il salvataggio come a suo tempo qualcuno le ha insegnato a fare.

Ecco un buon consiglio: provate con „un salvagente“ durante tranquille navigazioni, non è fuori luogo e sicuramente pochi si sono addestrati per tale evenienza sperando nella buona sorte. Il recupero dell’uomo in mare avviene sempre in circostanze difficili pertanto un minimo di conoscenza della manovre da fare è necessario.

Pertanto, dopo aver rispolverato la didattica necessaria , mettete in atto la pratica coinvolgendo anche Lei insegnandole da che parte viene il vento, come si lascano e si calano le vele, come si accende e spegne il motore, come ci si deve accertare che l’elica sia ferma, come usare il VHF ecc.

Mettila nella condizioni di salvarti o almeno di provarci!