Uno degli eventi più frequenti in barca è il colpo di boma in testa. Inutile raccomandare la massima attenzione a tutte le persone che a qualunque titolo dovessero stazionare in coperta. Specie durante gli spostamenti sul ponte per eventuali manovre con le vele, perché l’evento “colpo di boma” costituisce uno dei più grossi rischi.

Le ossa del cranio sono spesse e dure e proteggono il cervello dalle ferite, inoltre il cervello è circondato e protetto da alcuni strati di tessuto (meningi) contenenti il liquido cerebrospinale. La maggior parte degli urti e dei colpi è quindi attutita e non provoca danni al cervello. I traumi alla testa che non hanno conseguenze sul cervello sono considerati traumi cranici lievi o leggeri. I colpi alla testa che causano danni al cervello (il cosiddetto trauma cranio-encefalico) sono considerati traumi gravi. Il trauma cranico può comprendere: •Lesioni al cuoio capelluto, •Fratture al cranio, •Commozione cerebrale •Contusioni e lacerazioni al cervello, •Accumulo di sangue all’interno del cervello oppure tra il cervello e il cranio (ematoma intracranico), •Danni alle cellule nervose diffusi in tutto il cervello (danno assonale diffuso.

Tipologie di traumi cranici

Trauma Cranico

La commozione cerebrale è causata dallo scuotimento del cervello a seguito di un urto e di solito comporta una perdita di conoscenza di breve durata: chi la subisce può sentirsi stordito ed avere problemi di vista e di equilibrio per un breve periodo dopo il trauma.
La contusione cerebrale è una lesione del cervello, con versamento emorragico e conseguente rigonfiamento. La frattura del cranio comporta la rottura delle ossa della testa. Talvolta i bordi delle ossa possono penetrare nel cranio causando un’emorragia o danni di altro tipo.
L ́ematoma si ha quando un versamento emorragico nel cervello forma una massa di dimensioni sensibili. A volte gli ematomi possono restare asintomatici per un certo periodo, variabile da un giorno a diverse settimane: per questo è importante avvisare un medico se qualcuno che ha subito un trauma alla testa si sente poco bene o si comporta in modo strano, facendo particolare attenzione se lamenta mal di testa, se è spesso confuso o distratto, ha problemi di equilibrio o episodi di vomito. Con il tempo aumenta la pressione cui è sottoposto il cervello, poiché il cranio non è in grado di espandersi per far posto a un aumento di volume. In seguito (di solito nel giro di un giorno o due) la pressione sempre più forte può spingere il cervello verso il basso, causando un’ernia cerebrale, cioè una protrusione anomala del tessuto cerebrale attraverso un’apertura tra le sezioni che compongono il cervello.
L’ernia cerebrale può causare il coma o anche la morte se diventa eccessiva la pressione sul tronco cerebrale (la parte più bassa del cervello, che controlla funzioni vitali come il battito cardiaco e il respiro).

Un trauma cranico, anche se appare lieve, richiede sempre accertamenti e controlli in ospedale. Anche quando l’infortunato appare normale è bene condurlo al pronto soccorso, le complicazioni possono a volte sorgere anche dopo alcune ore e persino giorni. Se il trauma è forte e il paziente ha perso coscienza, presenta amnesie, afasia o confusione mentale, è bene chiamare i soccorsi.

Segni e sintomi:
I segni di un trauma cranico possono verificarsi immediatamente o svilupparsi lentamente dopo qualche ora/giorni. Anche se il cranio non è fratturato, il cervello può battere contro il suo interno e può ferirsi (concussione). La testa può risultare senza ferite, ma le complicazioni potrebbero derivare dal sanguinamento all’interno del cranio.

Con il trauma cranico lieve, il paziente puó rimanere cosciente o puó perdere coscienza per pochi secondi o minuti. Dopo il trauma la persona puó anche sentirsi confusa oppure un po ́”strana”. Altri sintomi includono:

  • Cefalea
  • Confusione mentale
  • Sonnolenza
  • Visione doppia, confusa, sensazione di occhi stanchi
  • Ronzio all ́udito
  • Fatica o letargia
  • Cambio dei ritmi del sonno
  • Cambio del comportamento o dell ́umore
  • Problemi con la memoria, concentrazione, attenzione, o pensiero

Il peggioramento dei sintomi indica un danno progressivocome un ́emorragia intracranica oppure la formazione di un edema cerebrale che bloccando il flusso del liquido cefalo-rachidiano, porta a idrocefalo,segno e fautore di danni più gravi.

Con il trauma cranico moderato o grave, il paziente puó mostrare gli stessi sintomi, associati a:

  • Perdita di coscienza, confusione o sonnolenza;
  • Bassa frequenza di respirazione o caduta della pressione sanguigna;
  • Convulsioni; crisi epilettica
  • Perdita di sangue da naso, bocca o orecchie;
  • Forte mal di testa; persistente o ingravescente
  • Irritabilità (specialmente nei bambini), cambiamenti di personalità o comportamento insolito;
  • Agitazione, goffaggine, mancanza di coordinamento;
  • Disfasia: voce alterata impastata, incomprensibile
  • Debolezza, formicolio delle estremità
  • Vomito ripetuto o nausea
  • Midriasi, cioè dilatazione delle pupille, o anisocoria, cioè una differenza del diametro pupillare, che indica un’erniazione cerebrale, ed è un segno immediato di allarme Vomito e il deficit neurologico sono importanti indicatori della prognosi e la loro presenza richiede un immediato ricovero.

I bambini piccoli con trauma cranico moderato o grave possono mostrare alcuni dei precedenti segni, e altri specifici dei bambini, come:

  • Pianto persistente
  • Impossibilità ad essere consolati
  • Rifiuto a bere, essere allattati o mangiare.

Per chi ha subito un trauma cranico è normale non ricordarsi dell’incidente e neanche dei momenti immediatamente precedenti, e talora questi ricordi sono persi per sempre. Dopo la guarigione in genere la capacità di apprendere e ricordare cose nuove ritorna quasi sempre alla normalità.

Per prima cosa, quando l’infortunato ha battuto il cranio, è necessario compiere un’indagine sull’accaduto per vedere se il paziente presenta amnesie, difficoltà nel parlare (afasia) o confusione mentale. Controllare sempre se c’è asimmetria pupillare, segno evidente di un danno al cervello. Evitare sempre che il paziente si addormenti, nonostante possa presentare una forte sonnolenza, in queste circostanze, infatti, il sonno può degenerare in coma. In attesa di una visita è consigliabile apporre sulla parte traumatizzata una borsa di ghiaccio, per indurre una vasocostrizione. In caso di emorragie da orecchio o naso, è bene porre l’infortunato in posizione di sicurezza per far defluire il sangue che non deve rimanere all’interno. ATTENZIONE: fare attenzione in questo caso che l’infortunato non presenti fratture o lesioni alla colonna vertebrale, davanti a questo sospetto la posizione di sicurezza potrebbe nuocere. In caso di fratture esposte e di fuoriuscita di materiale cerebrale è necessario coprire la parte con un telo sterile, il rischio di infezioni è elevato. Se il paziente non è cosciente, in attesa dei soccorsi, controllare costantemente la presenza delle funzioni vitali.

Una cosa importante da ricordare è che di fronte ad un sospetto trauma cranico si deve sempre trattare il paziente come se avesse associato un trauma vertebrale cervicale.

Primo soccorso
Cercare un aiuto medico immediatamente se la persona.

  • Diventa insolitamente assonnata.
  • Sviluppa un forte mal di testa o torcicollo;.
  • Vomita più di una volta.
  • Perde coscienza (anche se per breve tempo).
  • Si comporta in modo anomalo. A questo punto.
  • Chiamare un’ambulanza.
  • Verificare la condizione delle vie respiratorie, respirazione e circolazione. Se necessario, iniziare la respirazione bocca a bocca e il massaggio cardiaco;.
  • Se respirazione e frequenza cardiaca sono normali, ma la persona non è cosciente, trattarla come se vi fosse una lesione del midollo spinale. Stabilizzare la testa e il collo mettendo le mani su entrambi i lati della testa, mantenendola in linea con il movimento della colonna vertebrale e prevenire gli urti e i movimenti. Attendere l’arrivo del medico.
  • Fermare qualsiasi sanguinamento premendo un panno pulito sulla ferita. Se l’infortunio è grave, fare attenzione a non muovere la testa della persona. Se il sangue si assorbe attraverso la stoffa, non rimuoverlo. Posizionare un altro panno sopra il primo;.
  • Se si sospetta una frattura del cranio, non applicare direttamente la pressione sulla parte sanguinante e non rimuovere i detriti dalla ferita. Coprire la ferita con garza sterile.
  • Se la persona vomita, girare la testa e il corpo su un lato per impedire il soffocamento. Questo sempre proteggendo la colonna vertebrale
  • Applicare ghiaccio alle parti gonfie.

Per un lieve trauma cranico, non è necessario nessun trattamento specifico. Tuttavia, è importante tenere d’occhio la persona nelle 24 ore successive perché alcuni sintomi di un grave trauma cranico possono essere ritardati. Mentre la persona si sveglia, porre semplici domande per verificare lo stato di allerta, come ad esempio “come ti chiami?”. Se un bambino comincia a giocare immediatamente dopo il trauma, le lesioni gravi sono improbabili. Antidolorifici (come paracetamolo) possono essere utilizzati per un lieve mal di testa. Non prendere l’aspirina, in quanto può aumentare il rischio di sanguinamento. Altre cose da non fare assolutamente sono:

  • Lavare una ferita profonda o molto sanguinante;.
  • Rimuovere qualsiasi oggetto conficcato nella ferita.
  • Spostare la persona se non assolutamente necessario.
  • Scuotere la persona se sembra frastornata.
  • Rimuovere il casco, se si sospetta un grave trauma cranico dopo un incidente in moto.
  • Bere alcolici entro le 48 ore dopo un grave trauma cranico. Contattare un medico se: • Vi è grave sanguinamento dalla testa o dal vis.
  • La persona è confusa, sonnolenta, letargica o non è cosciente.
  • La persona smette di respirare; • Si sospetta un grave danno alla testa o al collo o la persona sviluppa sintomi di un grave trauma cranico.

Il Trauma vertebrale
La colonna vertebrale rappresenta l’asse di sostegno del corpo. E’ costituita da 33-34 vertebre sovrapposte (suddivise in 7 cervicali, 12 toraciche, 5 lombari, 5 sacrali e 4-5 coccigee) tra loro articolate in maniera tale da determinare al loro interno il cosiddetto Canale Vertebrale. Il midollo spinale in esso contenuto contiene le fibre nervose ,sensitive e motorie, connesse in entrambi i sensi con l’encefalo. E’ quindi il punto di connessione tra SNC e SNP.

Dai lati della colonna vertebrale fuoriescono 33 paia di nervi,detti nervi spinali,diretti alle varie parti del corpo

Le lesioni della colonna vertebrale
Una lesione della colonna vertebrale può coinvolgere solo la struttura ossea oppure può interessare il midollo spinale contenuto all’interno del canale vertebrale.
Dai lati della colonna vertebrale fuoriescono 33 paia di nervi,detti nervi spinali,diretti alle varie parti del corpo. Tutte le lesioni della colonna vertebrale sono, inizialmente, instabili e capaci di passare da lesioni senza interessamento del midollo spinale, a lesioni con interessamento del midollo spinale (PARALISI).

1. Lesioni vertebrali senza lesioni midollari:
Le vie nervose che corrono nella colonna vertebrale non sono state lese e la persona conserva normale motilità e sensibilità in tutto il corpo fino agli arti inferiori; però qualunque movimento inopportuno può provocare lo spostamento delle parti lese,danneggiando il midollo spinale in modo irreversibile.

2. Lesioni vertebrali con lesioni midollari:
Durante l’infortunio,o in un tempo successivo,i frammenti di vertebre fratturate hanno compresso o diviso il midollo spinale o le radici nervose che da esso si dipartono, in modo parziale o totale. Questo tipo di lesione comporta paralisi e/o insensibilità in tutta la parte del corpo innervata dalle fibre interrotte. Le resezione completa del midollo spinale comporta la definitiva paralisi ed insensibilità della parte del corpo sottostante al livello della lesione,perché viene interrotta la via attraverso la quale il cervello riceve le sensazioni e invia impulsi alla parte di corpo sottostante:

  • Con una lesione a livello sacrale,lombare o dorsale potremo avere formicolii,bruciore,insensibilità e paralisi degli arti inferiori e della parte inferiore del busto (paraplegia).
  • Con una lesione più alta,a livello cervicale,potremo avere questi danni estesi anche a tutto il busto e le braccia (tetraplegia), ma la persona respira ancora contraendo solo il diaframma (non i muscoli intercostali).
  • Se la frattura è ancora più alta, alle prime vertebre cervicali, possiamo avere un arresto respiratorio,causate dai danni al bulbo che controlla la respirazione,oppure al nervo che fa contrarre il diaframma.

LE LESIONI VERTEBRALI SONO SITUAZIONI GRAVISSIME,MA NON URGENTI; DOBBIAMO EVITARE QUALSIASI MOVIMENTO SCORRETTO DELL’INFORTUNATO,PERCHE’ PUO’ PROVOCARGLI UNA PARALISI IRREVERSIBILE O ANCHE LA MORTE.

Il 40% dei traumatizzati vertebro-midollari con deficit neurologici concomitanti hanno un danno che si verifica in fase di trattamento preospedaliero e in Pronto Soccorso.

  • Si deve sospettare una lesione vertebrale se:
  • Se l’infortunato lamenta dolore alla schiena o al collo.
  • Se lamenta formicolio, scosse elettriche,insensibilità, senso di caldo o freddo alle estremità.
  • Se è caduto in piedi da un’altezza superiore ai 4 metri.
  • Se ha riportato trauma cranico e/o facciale al di sopra della clavicola.
  • L’Infortunato ha perso involontariamente urina o feci (segni di lesione midollare).
  • L’assenza di dolore non esclude che vi possa essere una lesione della colonna.

Se c’è il minimo sospetto di lesione vertebrale,osserviamo sempre queste precauzioni:

  • Lasciamolo immobile nella posizione in cui si trova.
  • Impediamo che altri lo possano muovere scorrettamente.
  • Attendiamo se possibile,il soccorso qualificato.

Se ci sembra necessario per impedire movimenti,teniamogli ferma la testa con le mani o con un collare di fortuna. Da evitare:

  • Mai piegare l’infortunato.Mai trascinarlo o sollevarlo scorrettamente.
  • Mai girargli la testa.
  • Mai caricarlo in un veicolo che non gli permetta di stare disteso.
  • Mai metterlo a sedere.