Gli occhi di chi va per mare sono spesso messi a dura prova dagli agenti atmosferici (il sole, il vento,il riverbero, la salsedine, …) e da microtraumi (pulviscolo portato dal vento, schegge, …). La prima regola da seguire per evitare danni agli occhi è sicuramente dotarsi di un paio di buoni occhiali da sole avvolgenti, meglio se polarizzati (attenzione: da certe angolazioni la polarizzazione delle lenti non consente di leggere i display digitali).

Per effettuare una diagnosi corretta dei differenti disturbi oculari e stabilire la terapia più idonea, occorre saper esaminare il paziente. È altresì necessario che quest’ultimo impari a descrivere e a spiegare accuratamente i sin- tomi percepiti: la differenza tra fastidio, bruciore o dolore; se il dolore è intenso o violento, continuo o intermittente e se si irradia verso altre aree (le tempie, la zona occipitale, …). Chi osserva deve invece verificare se vi è arrossamento diffuso, se sono presenti vasi rossi o macchie nella parte bianca dell’occhio (sclera) e se si nota una lacrimazione, o al contrario, una secchezza eccessiva.

Quando il bruciore agli occhi è associato a raffreddore o a mal di gola (spesso con rigonfiamento delle ghiandole laterocervicali poste in basso dietro all’orecchio), la causa è probabilmente una malattia virale.

La congiuntivite è sicuramente uno dei fastidi più diffusi e può essere causata da una semplice irritazione (nel qual caso sono sufficienti l’utilizzo di colliri decongestionanti, il riposo e la protezione dalla luce) o da infiammazione virale, batterica o allergica della congiuntiva. Meno frequenti, ma comunque da conoscere, sono le alterazioni della visione: vi sono casi in cui un singolo oggetto sembra sdoppiarsi (diplopia) e altri in cui il paziente lamenta un deficit in una parte del campo visivo a causa della presenza di macchie o ombre.

A volte i disturbi della vista so- no legati a un aumento della tensione del bulbo oculare (glaucoma). In questi casi il medico consiglierà la somministrazione di un diuretico.
Per risolvere questi e altri problemi della vista non bisogna esitare a contattare il medico (CIRM) riferendo tutti i sintomi, senza dimenticare l’associazione del disturbo ad altri fasti- di (es. un mal di testa) o a patologie (ipertensione, diabete, …). Un discorso a parte va fatto per i traumi oculari. In caso di causticazione con sostanze chimiche (es. con l’acido delle batterie) o di ustione da raggi solari o vapori caldi occorre lavare subito e abbondantemente l’occhio con soluzione fisiologica (esistono comodi kit per lavaggio oculare), quindi contattare il medico (CIRM) per ulteriori indicazioni.
In presenza di corpo estraneo (CE) si tenterà di irrigare l’occhio con un getto di soluzione fisiologica o di acqua bollita e raffreddata. Qualora non bastasse, si potrà sfiorare delicata- mente con garza sterile la parte. Se il CE è ferroso, può essere utile tentare di rimuoverlo con una calamita, facendo attenzione a non toccare l’occhio. In entrambi i casi, se il soggetto la- menta dolore, è preferibile rinunciare a rimuovere il CE e la- sciar riposare l’occhio bendato; si potrà poi effettuare un tentativo il giorno seguente. In ogni caso, che si riesca o meno ad asportare il CE, vi sarà una ferita sporca che richiede l’intervento medico al più presto. Su consiglio del CIRM si potrà applicare una pomata oftalmica antibiotica e bendare l’occhio facendo in modo che le palpebre rimangano chiuse sotto la benda con un bendaggio compressivo.