Pit & Alex al timone

È il 19 giugno del 2015, passati appena 9 giorni dall’esame della patente nautica mi trovo a Versar in Croazia, sono circa le ore 15.00. Pit deve arrivare per le 20.00. Intanto incomincio a fare il mio primo check in. Il locatore ha una lista ben dettagliata che ripassiamo insieme punto per punto. Lui lo fa un po’ in modo superficiale, barrando solo le crocette sulla sua check list. Ma io controllo punto per punto. Gli faccio issare le vele e controllo anche lo stato dell’olio motore. Il fuoribordo non funziona e viene cambiato. Mancano le cinture di salvataggio per i bambini che vengono recuperate sabato mattina prima di partire. Con Pit poi si decide di rinunciare a immergerci nel porto per dare un occhiata all’opera viva. Insieme ripassiamo ancora una volta il check in della barca, una Bavaria 46 cruiser del 2006 per rivedere anche tutti i dettagli tecnici e di sicurezza insieme. Poi facciamo un piccolo breefing introduttivo al nostro equipaggio. Le nostre mogli vengono istruite per l’ormeggio e il disormeggio. Moni sa fare il parlato e diventa responsabile dei parabordi. Ai bambini spieghiamo il resto dell’imbarcazione. Guardiamo ancora il meteo della settimana, che è buono, tranne una perturbazione con temporali prevista per martedì pomeriggio e sera.

Sabato 20 giugno. Il motore segna 1322,7 ore. Il meteo è buono. Vento 2. Cielo chiaro e si prevede una giornata calda. Riforniamo acqua, prepariamo la barca e l’equipaggio composto dalle nostre mogli e figli per il disormeggio. La tensione aumenta. È il primo disormeggio in autonomia. E ….ovviamente aumenta il vento in porto fino a 10 nodi. Il locatore ci dà una mano a uscire in sicurezza e appena fuori dal porto la nervosità svanisce e incominciamo ad issare le vele e a prendere rotta 180. Il solcometro segna 5 nodi. Passiamo Rovinji e nella baia di St. Andrija parte est andiamo all’ancora per pranzare e fare il bagno. Verso le 14.00 decidiamo di continuare la navigazione, salpiamo l’ancora e ci riportiamo sulla nostra rotta 180. Il vento aumenta fino 30 nodi e riduciamo le vele a 2/3. Quando il vento inizia a diventare rafficato togliamo completamente il fiocco e continuiamo con la sola randa a 2/3 con una velocità di 8 nodi direzione sud. Verso le 1800 raggiungiamo la marina di Pula dove ormeggiamo all’andana al primo tentativo. Orgogliosi di esserci riusciti visitiamo Pula e andiamo a cena.

Domenica 21 giugno. Rifornito la barca si disormeggia per arrivare a Rt. Kamenjak vicino Medulin. Vento 2-3 NNE. Passiamo il bellissimo faro Otocic Porer per giungere la stupenda baia di Uvala Portic dove diamo all’ancora. Bellissima rada dove facciamo più di un bagno con i bambini. Loro poi escono con il gommone a remi e si divertono. La sera ci facciamo un’ottima pasta a bordo. Decido di passare buona metà della notte in pozzetto per valutare bene l’ancoraggio.

Lunedì 22 giugno e martedì 23 giugno. Bellissima giornata in baia a Uvala. Il meteo rimane invariato anche se le previsioni danno temporale per martedì pomeriggio e soprattutto sera. La doccia fuoribordo non funziona più e andiamo a verificare il problema che sta all’interno dove si è attorcigliato il cavo e quindi risolviamo subito il problema. La giornata è bellissima ed il mare è calmo. Nel pomeriggio programmiamo l’uscita notturna che ci deve portare a Rovinji la mattina per essere in porto prima dei temporali. Ci calcoliamo la rotta, verifichiamo i punti di posizione in base ai fari e fanali lungo il tragitto. Verifichiamo il tutto con il GPS e riguardiamo i portolani e la carta prima della partenza. Decidiamo i ruoli. Io al timone e Pit alla navigazione piana con carta e verifica con il GPS. Verso le 23.00 decidiamo di partire. La notte si è fatta buia veramente. Siamo entusiasti di partire e salpiamo l’ancora per uscire dalla rada con rotta 060° per mezzo miglio, prendiamo rotta 270° per 4 miglia in modo di oltrepassare il faro Otocic Porer. Il mare non é più così tranquillo e si fa notare con onde di 3-4 metri. Finalmente possiamo prendere rotta 325° e riusciamo a prendere il mare al giardinetto. Decidiamo di andare avanti a motore visto il mare e la conduzione abbastanza impegnativa. Mare agitato e vento 4-5. Verso le 04.00 ci troviamo al traverso di Rovinji, dove rimaniamo fermi alla cappa in attesa dell’alba per entrare nel porto. Verso le 05.15 entriamo verso il porto e siccome non ci rispondono sul canale 17 prendiamo una boa a sud del porto e ormeggiamo per dormire un paio di orette. Verso le 09.00 entriamo in porto e ormeggiamo all’andana. Verso le 11.00 visitiamo la bellissima città di Rovinji. Verso le 15.00 effettivamente peggiora il meteo e iniziano fenomeni temporaleschi che si rafforzano per le ore serali.
Mercoledì 24 giugno. Decidiamo di partire e mentre vado al bagno Pit prepara la barca. Su questo modello i tappi per i rifornimenti di gasolio e acqua sono identici e così accade che per sbaglio viene riempito il serbatoio del gasolio con acqua. Per fortuna riusciamo a trovare un meccanico che in 2 ore ci risolve il problema svuotando il serbatoio e cambiando il prefiltro. Verso le 15.00 usciamo dal porto e alziamo le vele. Con vento 3-4 dimentichiamo subito questo danno e ci godiamo a pieno le virate verso il canale di Limski Zaljev. Entriamo a vela anche se l’intensità e la la direzione del vento nel canale non ci facilita l’entrata. Dopo 6 miglia circa arriviamo alla fine della parte navigabile e mancano 2 miglia alla grotta dei pirati. Per fortuna sta andando via l’ultimo traghetto e possiamo ormeggiare in banchina all’inglese per visitare la grotta e il bar che fa dei ottimi cocktail. Doppiamente fortunati perché la maggior parte dei turisti era andata via con l’ultimo traghetto possiamo goderci sia la grotta sia il bar. Verso le 19.00 raggiungiamo il porto di Valata, dove ormeggiamo all’inglese e rimaniamo lì per due notti.

Giovedì 25 giugno ci dedichiamo a prendere il sole a Valalta e a giocare con i bambini, visto che ormeggiando in porto si può usufruire di tutti i servizi del villaggio.

Venerdì 26 giugno. Usciamo da Valalta e facciamo un po’ di manovra per raggiungere una baia davanti a Koversada, dove diamo all’ancora e pranziamo. Porto Pit e la sua famiglia a trovare la madre nel villaggio di Koversada mentre noi andiamo con il gommone al bar dell’isola di Koversada. Verso le 16.30 dobbiamo salpare l’ancora per tornare al porto di Vrsar, dove verso le 19.00 riconsegniamo la barca. Entriamo quasi fino al porto in vela, ammainiamo e andiamo a rifornire e poi ormeggiamo per l’ultima volta la barca. Questa volta senza neanche toccare un parabordo.
Il locatore ispeziona l’imbarcazione e fa il check out. Lui si immerge e ci fa notare un piccolo graffio a prua della barca. L’errore è nostro che non ci siamo immersi prima di partire, fidandoci. Il graffio non ce lo riusciamo a spiegare perché non abbiamo mai toccato con la prua e non abbiamo mai ormeggiato di prua e quando abbiamo dato fondo all’ancora c’era sempre Pit a prua a controllare le manovre.

Riassumendo è stata non solo una vacanza strepitosa ma anche un’avventura unica. Il feeling che c’era tra noi due neo comandanti e l’armonia tra il resto dell’equipaggio era ottimo. Mettere in pratica da soli la prima volta tutte queste cose imparate in quasi 8 mesi di scuola ci ha dato una soddisfazione immensa. Ormeggiare, ancorare, essere responsabili della pianificazione della rotta, della conduzione, sentire il vento e le onde sono delle emozioni pazzeschi.

Adesso a terra non facciamo altro che aspettare il momento di poter liberare gli ormeggi per ripartire…

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