Si sogna sempre di partire per una bella e lunga  traversata a vela, anche perché tutto questo parlare di barche fa male, se poi non molli le cime. Sei sul mare… vivi il mare. E”diverso che vederlo da terra, come dire teoria e pratica, la differenza è sostanziale. Come si è sempre detto “tra dire e fare c’è di mezzo il mare”

Sappiamo tutto, teoricamente, su come ancorare, come regolare le vele, quando ridurre la velatura, però quando bisogna farlo va fatto senza esitazioni anche se fa freddo o hai sonno o improvvisamente  quando si rompe qualcosa o non funziona, la terra è lontana e devi arrangiarti. Così si parte per mettere in pratica quello che si è imparato, letto e parlato. Con miglia e miglia di mare davanti è necessario pensare a tante cose non si scherza con la sicurezza, la barca  è preparata, tutto controllato e sistemato, cime, motore, sartie, cambusa e non scordiamo il meteo. Si deve tener conto che per diverso tempo non ci sarà niente e nessuno con noi oltre l’equipaggio, il vento e la barca. Con navigazioni di questo tipo con buone barche e buoni comandanti l’aspetto psicologico  è quello più difficile da affrontare per l’equipaggio.

Ci sarà sempre chi ama l’emozione pura di planare sulle onde spinta dal vento, chi lo troverà ansioso e perderà la pazienza e chi invece troverà la sua fonte di meraviglia ed  entusiasmo. Per chi riuscirà a mettere da parte ansie e timori, passando dal dire al fare, vale un piccolo consiglio: Hai un’opportunità, non sei perfetto, i giorni buoni ti danno gioia ed entusiasmo, i giorni cattivi ti danno esperienza, i tentativi ti mantengono forte e gli errori umile.
C’è sempre il mare davanti.