La maggioranza delle lesioni da animali marini non sono pericolose per la vita e provocano solo lievi disturbi, ma è indispensabile imparare a identificare ed evitare le forme di vita marina potenzialmente pericolose.

Gli animali marini potenzialmente pericolosi per l’uomo sono moltissimi. Nei nostri mari il loro numero è piuttosto ridotto ed è bene che ogni bagnante li conosca. Escludiamo al momento gli squali che, sebbene possano essere estremamente pericolosi, interessano più i subacquei che i bagnanti che solitamente non si allontanano dalla riva. Gli animali pericolosi appartengono a gruppi estremamente diversi.

 

 

 

 

Il sistema che permette alla medusa di pungere la pelle dell´uomo si chiama nematocisti, il contatto provoca irritazione e arrossamento della cute e si avverte una sensazione di dolore e prurito. Le reazioni possono variare, in gravità, da un lieve bruciore ed un arrossamento cutaneo, fino a un dolore intollerabile con gravi lesioni cutanee e seria compromissione dello stato generale della vittima ( con nausea, vomito, disturbi del respiro, spasmi muscolari, ipotensione arteriosa).Anche frammenti di tentacoli spiaggiati dal mare possono essere pericolosi ed avere nematocisti ancora attive, anche dopo alcuni mesi e non dovrebbero mai essere maneggiati a mani nude. Anche le attinie (anemoni di mare) possono essere causa di reazioni cutanee orticarioidi. Le lesioni si presentano intensamente infiltrate e possono complicarsi con vescicole o bolle che possono anche necrotizzare. Si manifestano con un forte bruciore e un dolore costante che può esitare in crampi muscolari. L’edema è molto intenso fino a produrre un vero è proprio quadro angioedematoso. Il decorso di queste manifestazioni può durare anche 20 giorni e possono permanere discromie cutanee o esiti cicatriziali.

Cosa fare:
Sciacquare immediatamente l´area dolorante con acqua di mare, non usare acqua dolce, che attiverebbe le cellule urticanti non ancora rotte. Non sfregare la pelle. Alleviare il dolore sciacquando l´area con aceto, ammoniaca (volendo anche urina) alcol denaturato o in mancanza d´altro, acqua salata riscaldata fino al limite della tolleranza. Per rimuovere i tentacoli applicare uno strato di crema da barba, o di sapone, e radere con un rasoio. Oppure si può applicare una pasta di sabbia e acqua salata o di bicarbonato e acqua di mare e grattare via i tentacoli con un coltello o uno strumento affilato. A questo punto la zona va di nuovo lavata accuratamente con acqua di mare. Si possono somministrare antistaminici, crema all´idrocortisone e antidolorifici dopo avere consultato un medico. Per ridurre il dolore applicate ghiaccio o un impacco freddo.

 

 

 

 

I pesci, dotati di difese velenifere, appartengono a due famiglie principali gli Osteoitti: Murene,Scorfani e Tracine e i Condroitti: le Razze. La tracina (pesce ragno) È un pesce comune, si trova nei fondali sabbiosi sia in mare aperto che vicino alla riva, dove facilmente viene disturbata dai bagnanti che possono riportare una puntura della pianta del piede da parte della spina dorsale del pesce. Il dolore acuto, profondo, frequentemente irradiato alla parte prossimale dell´arto è la caratteristica principale della sua puntura. Il dolore raggiunge l´acme di intensità entro 30 minuti dalla puntura e poi lentamente diminuisce, ma una certa dolenzia della parte interessata può persistere fino a 24 ore, a volte con residuo di formicolii e altre alterazioni della sensibilità. Possono verificarsi anche sintomi sistemici quali: lipotimia, problemi di motilità dell’arto colpito, shock, tachicardia, dispnea.

Cosa fare:  
La ferita va lavata con acqua dolce e detersa dalle eventuali impurità. Successivamente la parte interessata deve essere immersa per 30-60 minuti nell´acqua piú calda che il paziente riesce a sopportare; la tossina responsabile della sintomatologia dolorosa viene, infatti, inattivata dal calore. Disinfettare e monitorare l’eventuale insorgenza di reazioni allergiche o di infezione, in caso consultare un medico.

 

 

 

 

È un pesce che predilige i fondali sabbiosi sui quali si mimetizza perfettamente,e trascorre, soprattutto nei mesi caldi, dei lunghi periodi a basse profondità così da poter essere inavvertitamente molestata. La spina caudale, è il maggiore elemento di difesa, ed è localizzata sulla superficie della coda. Le ferite da razza sono tipiche essendo delle vere lacerocontusioni sanguinanti. Gli aculei della razza sono generalmente velenosi ed il veleno viene iniettato profondamente nelle ferite. Il dolore è forte ed è accompagnato da sanguinamento, debolezza, vomito, cefalea, svenimenti, disturbi del respiro, paralisi, collasso cardio-circolatorio. La puntura, sia pure occasionalmente, può essere letale.

Cosa fare: 

Lavare la ferita con acqua. Immergere immediatamente la parte in acqua alla massima temperatura tollerabile per alleviare il dolore. Può essere necessario prolungare l’immersione in acqua anche da 30 a 90 minuti.

  1. Estrarre delicatamente ogni frammento visibile di aculeo.
  2. Lavare la ferita con acqua e sapone. Non cercare di chiuderla, per evitare di sigillarvi dentro pericolosi batteri.
  3. Applicare una medicazione e cercare assistenza medica. Se sono necessarie più di 12 ore prima di raggiungere un medico, iniziare un trattamento antibiotico (ciproxin o bactrim o bassado) per combattere possibili infezioni da Vibrioni.

 

 

 

 

Sono gli organismi marini piú diffusi sulle coste del mediterraneo, per evitarli è utile calzare scarpe di gomma, in spiaggia e in acqua. La penetrazione degli aculei di un riccio di mare causa un immediato e forte dolore urente, che può persistere per alcune ore,cui segue arrossamento ed edema della parte. Si possono osservare torpore, dispnea e dolori muscolari distrettuali. Non sono rare le infezioni secondarie.

Cosa fare: 

  1. Sciacquare bene la parte colpita con acqua di mare e disinfettarla.
  2. Rimuovere tutte le spine visibile, con cautela, utilizzando una pinzetta. Non scavare intorno alle spine per rimuoverle. Il rischio è di romperle dentro alla ferita, rendendone più difficile la rimozione. Non rompere le spine intenzionalmente. Se la spina è in profondità si puó applicare aceto per scioglierla. La presenza di colore violaceo o nero, dopo una puntura di riccio, non indica necessariamente la presenza di un frammento di spina. Il colore può essere dovuto alla permanenza del pigmento della spina rimossa. In genere il pigmento viene riassorbito nell’arco di 72 ore circa. Se il colore permane, la presenza di un frammento di spina è probabile.
  3. Recarsi da un medico se le spine sono infisse profondamente nella mano, nel piede o vicino ad un’articolazione. In alcuni casi può essere necessaria la rimozione chirurgica, per prevenire ulteriori infezioni e danni vascolari o nervosi.
  4. Se la ferita mostra segni di infezione, o se la spina è penetrata in profondità, è necessario iniziare una terapia antibiotica.

 

 

 

 

È la lesione da animali marini piú frequente. La superficie del corallo e ricoperta di una parte organica viva, che viene facilmente strappata via dalle strutture rigide ed abrasive sottostanti e depositata sulla abrasione o nel taglio. Questo prolunga notevolmente il tempo di cicatrizzazione e provoca frequentemente infiammazione e, occasionalmente, infezione. Queste lesioni possono impiegare settimane ed anche mesi per guarire.

Cosa fare: 

  1. Lavare bene con acqua e sapone e sciacquare accuratamente con acqua dolce o soluzione salina.
  2. Inondare di acqua ossigenata e quindi risciacquare con acqua dolce o soluzione salina.
  3. Applicare uno strato sottile di pomata antibiotica, o similari, e coprire con medicazione sterile, non adesiva. In seguito, pulire e cambiare medicazione due volte al giorno.
  4. Se la ferita mostra segni di infezione (rossore intenso, pus, rigonfiamento dei linfonodi),è necessario iniziare una terapia antibiotica. L´intossicazione da corallo può avvenire se le lesioni sono estese o se si tratta di una specie di corallo particolarmente tossica. I sintomi includono ferite infette e purulente a lentissima guarigione, notevole gonfiore intorno alla ferita, linfonodi ingrossati, febbre brividi e malessere generale. In questi casi è necessario ricorrere immediatamente ad un medico.